37) Locke. E' lecito scomunicare.
Secondo Locke  lecito per una Chiesa scomunicare, cio cacciare
dalla comunit, ma la scomunica non pu comportare offese di alcun
tipo, n avere conseguenze civili sulla persona scomunicata e sui
suoi beni.
J. Locke, Lettera sulla tolleranza (pagine 194-195).

Ci posto, cerchiamo in seguito quali sono i doveri di ciascuno in
relazione alla tolleranza. In primo luogo affermo che nessuna
Chiesa  tenuta in nome della tolleranza a mantenere nel proprio
seno chi, nonostante che sia stato ammonito, si ostina a peccare
contro le leggi stabilite in quella societ, perch, se a qualcuno
fosse concesso di violare impunemente quelle leggi, la societ
stessa ne andrebbe di mezzo, dal momento che esse sono le
condizioni della comunione e l'unico vincolo di quella societ.
Tuttavia bisogna badare che al decreto di scomunica non si
accompagnino o offese verbali o violenze di fatto con le quali
vengano lesi o il corpo di chi viene cacciato o, in qualche modo,
i suoi beni. La scomunica non toglie n pu togliere nessuno dei
beni civili o dei beni che privatamente possedeva lo scomunicato:
tutti quei beni appartengono al suo stato civile e sono sottoposti
alla tutela del magistrato. In secondo luogo, nessun privato deve
o occupare o diminuire in nessun modo i beni civili di un altro,
perch costui si proclama estraneo alla sua religione e ai suoi
riti.
Ci che ho detto della tolleranza tra privati discordi
reciprocamente in fatto di religione, intendo che valga anche nei
rapporti tra Chiese particolari, che hanno tra loro relazioni in
qualche modo simili a quelli che intercorrono tra persone private:
perci nessuna Chiesa ha un qualche diritto su un'altra, neppure
nel caso in cui il magistrato civile appartenga a questa o a
quella Chiesa.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 606.
